Avvenire e il “passo avanti” del Cav.

Ci sono passi indietro che sono passi avanti”. L’editoriale con cui il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, ha positivamente commentato la rinuncia a ricandidarsi di Silvio Berlusconi come un gesto che può preludere a “una nuova stagione” contiene indicazioni nette, seppure nei consueti toni sfumati, anche rispetto al campo che Tarquinio definisce “moderato” e “riformista”, e che corrisponde in gran parte al campo politico dei cattolici.
5 AGO 20
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"Ci sono passi indietro che sono passi avanti”. L’editoriale con cui il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, ha positivamente commentato la rinuncia a ricandidarsi di Silvio Berlusconi come un gesto che può preludere a “una nuova stagione” contiene indicazioni nette, seppure nei consueti toni sfumati, anche rispetto al campo che Tarquinio definisce “moderato” e “riformista”, e che corrisponde in gran parte al campo politico dei cattolici. Se nell’ultimo periodo del governo Berlusconi i giudizi della Cei – a volte attraverso le parole del suo presidente, il cardinale Angelo Bagnasco, ma più spesso attraverso il giornale dei vescovi – si erano fatti duri, e non erano mancati inviti espliciti a ricercare possibili nuovi soggetti politici che superassero il bipolarismo fazioso e distruttivo, ora Tarquinio rileva che la mossa di Berlusconi offre una nuova prospettiva ai cattolici.
In questo senso, l’accenno velatamente preoccupato alle “caute dichiarazioni rese a caldo dal leader centrista Pier Ferdinando Casini” appare indicativo. Un segnale mandato al leader centrista affinché ben valuti, nella nuova situazione, il da farsi. La poca enfasi data dal quotidiano della Cei (e dalla stessa Conferenza episcopale) al recente incontro di Todi 2 (è stato invece il Corriere della Sera a rilanciare ieri l’appello a “laici e moderati” firmato da Luca di Montezemolo e Andrea Riccardi) e l’interesse con cui ieri Avvenire ha dato spazio alle primarie del Pdl (“Si riapre il gioco” era il titolo in prima), indicano che per i vertici della chiesa italiana, nella nuova fase, la ricerca di una nuova forza politica si è fatta meno spasmodica.